Banda di Trenzano:
la musica diventa
un valore sociale

La Banda «Giuseppe Verdi» di Trenzano ha fatto  della costante crescita tecnico-artistica dei musicisti il suo marchio di fabbrica
La Banda «Giuseppe Verdi» di Trenzano ha fatto della costante crescita tecnico-artistica dei musicisti il suo marchio di fabbrica
Cinzia Reboni 03.07.2018

Il Corpo musicale «Giuseppe Verdi» di Trenzano è legato a doppio filo alla famiglia Eloni: per quasi un secolo, di generazione in generazione, ha guidato la Banda dal podio, e ancora oggi nelle sue file si contano 4 strumentisti della stirpe, oltre al cavalier Modesto che ha mantenuto la condirezione. Dallo scorso anno la bacchetta è affidata a Mauro Pellegrini, che dirige anche la Banda di Mairano, e che ha «debuttato» a Trenzano in occasione del Concerto di Natale 2017. «Avendo collaborato per anni, conosco il gruppo a fondo e ho ben chiare le caratteristiche della formazione - ammette il direttore-, e questo mi aiuta a capire dove è necessario lavorare per migliorare. Il mio obiettivo principale è intervenire sulla qualità e lo sviluppo del suono d’insieme: vorrei trasformare l’ensemble in una Banda più moderna». Il primo passo è stata l’introduzione di brani originali «per alzare il livello tecnico, facendo risaltare le potenzialità dei singoli - spiega Pellegrini -: ai musicisti ho chiesto più impegno nello studio, e tutti si sono resi disponibili. Anche il pubblico si è accorto che è cambiato qualcosa». IL REPERTORIO è variegato: «Non mancano colonne sonore da film, medley pop e moderni. Mi oriento spesso sugli eventi annuali - sottolinea il direttore -, e il 2018 offre molti spunti: dai Mondiali di calcio, che mi hanno portato ad inserire in scaletta l’Inno e vecchie melodie russe, al 150° di Rossini, dal ventesimo dalla morte di Frank Sinatra al 45° di Jesus Christ Superstar, del quale sto preparando alcuni arrangiamenti per la Banda di Mairano che mi piacerebbe proporre anche qui». La scuola di musica - che conta una ventina di allievi - «forgia» forze nuove per garantire un futuro al gruppo, ma «nonostante l’impegno e gli sforzi, ci sono meno allievi rispetto al passato - spiega Pellegrini -. Alle elementari hanno già in mano cellulare e computer, e gli impegni per studio e sport sono tantissimi. La Banda è il contrario del “tutto e subito“ che vogliono oggi i ragazzi. Per suonare uno strumento a fiato bisogna applicarsi: la nota non esce immediatamente. Inoltre in Italia manca la cultura di base, e questo fa sì che l’immagine della Banda sia un po’ vecchia e distorta». PELLEGRINI CITA a questo proposito un aneddoto: «Anni fa, quando Gattuso giocava ancora nel Milan, commentando una brutta partita aveva detto “più che un’orchestra, sembriamo una Banda“. La frase aveva scatenato polemiche, ma qualcuno aveva fatto giustamente osservare che probabilmente quella era proprio l’immagine che arriva alla gente. E invece le Bande hanno enormi potenzialità per fare ottima musica. Sono cambiate le cose rispetto a 50 anni fa, dietro il gruppo c’è un lavoro enorme. Ma ci vuole passione e tempo, e al giorno d’oggi è difficile trovare sia l’uno che l’altro». Rincara la dose Gianpietro Rinaldi, presidente dal 2007: «Nonostante portiamo gli strumenti nelle scuole elementari e medie per far conoscere ai bambini il mondo della Banda, facciamo fatica a reclutare forze nuove. C’è poca sensibilità, e molti non capiscono che la Banda è una scuola di vita. Io avevo 12 anni quando mio padre mi fece entrare nella formazione: io non ne avevo molta voglia - confessa Rinaldi -, e invece poi non ho più smesso. Ho fatto parte della fanfara dei bersaglieri ed oggi collaboro con molte altre Bande, oltre ad essere presidente della Fanfara Colonnello Pontieri di Roccafranca. Se anche i giovani d’oggi ci mettessero lo stesso impegno...». Dal 2012, sotto l’egida artistica di Andrea Bontempi è nata la Junior Band. Guidata da Giuseppe Toninelli, il baby complesso si esibisce regolarmente anche in tandem con la formazione «titolare». Oltre ai due Concerti di Natale, «uno a Cossirano e l’altro a Trenzano, per non scontentare nessuno», sottolinea Rinaldi, nell’agenda annuale spicca la performance del 4 maggio in occasione della sagra del patrono San Gottardo. Infine due appuntamenti cult: il 24 dicembre un gruppo di musicanti sfila per le frazioni, le cascine e il centro suonando nenie natalizie. E dal 1925 l’ultima domenica dell’anno la Banda fa gli auguri alla popolazione con un concerto itinerante per le vie del paese: «13 chilometri a piedi - sottolinea Rinaldi -: ci mettiamo 4 ore e mezzo. La fatica è tanta, ma la soddisfazione è impagabile». •