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AVerolavecchia
c’è una Banda
a misura di futuro

La Banda di Verolavecchia ha saputo creare un giusto mix  tra l’esperienza dei veterani  e l’entusiasmo delle giovani  leve delle formazione
La Banda di Verolavecchia ha saputo creare un giusto mix tra l’esperienza dei veterani e l’entusiasmo delle giovani leve delle formazione
Cinzia Reboni 28.08.2018

Ha tagliato da poco il traguardo del mezzo secolo di vita, ma il Corpo Bandistico di Verolavecchia non sente il peso degli anni. La formazione - che può contare sull’esperienza dei veterani-, fa affidamento sulle giovani leve e sulla scuola di musica, per costruire un solido futuro. «NELLA SCUOLA, oltre agli strumenti prettamente bandistici, si insegnano anche pianoforte e chitarra - spiega Francesco Amighetti, sul podio della Banda dal 1982 -. Abbiamo voluto allargare l’offerta per permettere ai ragazzi del paese di imparare a suonare uno strumento musicale. É chiaro che c’è bisogno di fiati per mantenere vivo l’organico bandistico, ma è altrettanto importante divulgare la musica in tutte le sue sfaccettature. Fortunatamente c’è ancora lo “zoccolo duro“. I ragazzi vanno e vengono, anche se ultimamente molti di loro sono stati coinvolti nelle varie attività». Quello del ricambio generazione è un problema comune a molte Bande: «I ragazzi al giorno d’oggi praticano molte attività, hanno molteplici interessi, e soprattutto sono abituati a volere tutto e subito - rimarca Francesco Amighetti -. Trent’anni fa l’allievo era diverso, suonava soprattutto per passione. Oggi i ragazzi, pur mostrando interesse verso la musica, non vogliono perdere la libertà di divertirsi, di uscire con gli amici. Nonostante questi problemi, l’asticella della qualità si è alzata. Un tempo non c’erano maestri che insegnavano il corretto uso dello strumento musicale, quasi ovunque c’era un solo insegnante per tutte le tipologie di strumenti. Oggi il livello si è alzato ovunque, ed è grazie alle Bande se i giovani si avvicinano ai licei musicali e al Conservatorio, continuando ad “esplorare“ le proprie capacità. Nella Banda si impara uno strumento, poi si va avanti con la passione, l’impegno e lo studio». Attualmente gli allievi della scuola sono una trentina. La Banda giovanile al momento non c’è: «i ragazzi fanno attività di musica d’insieme - sottolinea il direttore -, ma non sono un organico bandistico a tutti gli effetti». Un’esperienza che potrebbe portare in futuro alla creazione di una junior band. SOTTO LA DIREZIONE e l’insegnamento di Francesco Amighetti, la Banda ha ripreso slancio e vigore, e anche il repertorio è andato via via arricchendosi: così, dalle tradizionali marce indispensabili per le feste religiose e civili, si è passati a programmi più ambiziosi, esplorando il mondo dell’opera e dell’operetta, ma non solo. «Cerchiamo di accontentare il pubblico - spiega il maestro - inserendo nel repertorio anche trascrizioni e brani di musica leggera». Il ruolo di presidente nella Banda è ormai una tradizione di famiglia. «Prima mio papà Mario, poi mio fratello Francesco, ed ora è arrivato il mio turno - sottolinea Giulia Brunelli -. Nonostante nessuno di noi abbia mai suonato nella Banda, siamo sempre stati molto vicini a questa realtà. Oggi in organico c’è mia figlia Marta, che suona il clarinetto». DUE GLI APPUNTAMENTI più importanti del calendario annuale. «Il Concerto di Natale al teatro Montini, che solitamente si tiene il sabato prima della festa - spiega Giulia Brunelli -, ed il Concerto di Primavera, a metà giugno, per il quale invece la location è variabile. Quest’anno abbiamo suonato nella piazza del Comune, ma in precedenza ci eravamo esibiti anche all’oratorio, abbinando la nostra esibizione alla festa per la ristrutturazione». In passato la Banda ha partecipato ai raduni bandistici di Polaveno e Quinzano e, oltre ai consueti servizi civili e religiosi, è a disposizione anche delle associazioni locali, mentre è viva la collaborazione con la Banda di Borgo San Giacomo,anche questa diretta da Amighetti. •