A Roccafranca
la Banda diventa
una palestra di vita

Intitolata ai santi patroni Gervasio e Protasio, la Banda di Roccafranca vanta una scuola di livello che insegna anche pianoforte e chitarra
Intitolata ai santi patroni Gervasio e Protasio, la Banda di Roccafranca vanta una scuola di livello che insegna anche pianoforte e chitarra (DAMATOA)
Cinzia Reboni22.08.2017

Cinzia Reboni

Per Marco Paruta è stato un po’ come fare ritorno a casa. A febbraio ha ripreso la strada per Roccafranca, tornando su quel podio che lo aveva visto protagonista nel 1995. «Avevo diretto per quasi 4 anni, poi gli impegni mi avevano impedito di continuare l’esperienza. É stato bello tornare: quello di Roccafranca è un bel gruppo, sia dal punto di vista umano che dell’impegno. Ovviamente in vent’anni le cose sono un po’ cambiate, il turn over è inevitabile. Ma qualche strumentista veterano c’è ancora...».

La Banda - sottolinea Paruta - «è un esempio di piccola comunità, con le sue regole di comportamento: insegna a stare insieme, a condividere le emozioni, avvicina le generazioni, aiuta a crescere, è un esempio per capire che nella vita bisogna avere sempre rispetto per gli altri».

Elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo sono i corsi proposti dalla scuola di musica con l’ausilio di 6 insegnanti coordinati da Paruta e frequentati da più di 40 allievi.

«É UN SERVIZIO al paese, visto che non ci sono altre scuole di musica - sottolinea Eugenio Massetti, presidente del sodalizio da 15 anni -. Trattandosi di una piccola realtà, è stato deciso di allargare i corsi ad altri strumenti, non prettamente bandistici, come chitarra e pianoforte: sono stati gli stessi ragazzi a chiedercelo. Poi, nel tempo, un paio di loro hanno imparato a “conoscere“ la Banda e sono passati nel suo organico».

Il prossimo anno - aggiunge Marco Paruta - «faremo qualche altro aggiustamento, per avere un gruppo ancora più coeso ed orientato a una visione d’insieme». Fondamentale è anche creare un «vivaio» nelle scuole. «Per questo è importante affiancare ai docenti alcuni musicisti esperti - spiega il direttore -, al fine di spiegare ai bambini che suonare uno strumento è bello, ma significa anche dedizione e impegno: per avere risultati è necessario uno studio costante». Ed è proprio dal progetto didattico che è nata la mini banda - o Virus Band, come l’hanno chiamata gli stessi componenti -, dove i giovani talenti possono mettersi alla prova e fare esperienza.

Il ritorno di Paruta sul podio ha innescato una sorta di start up. Nel concerto d’estate di giugno - il primo da neodirettore, in concomitanza con l’inaugurazione del centro civico nei locali della ex scuola materna - «ho replicato un po’ quello che propongo con la Banda di Coccaglio, che dirigo da più di trent’anni - spiega -. Il repertorio? Non sono un talebano della musica: ci sono partiture belle o brutte, sia che appartengano al genere classico o a quello rock. Ed io cerco di scegliere il meglio».

Tra i concerti principali dell’anno c’è quello di Natale, promosso in concomitanza con la consegna delle borse di studio da parte dell’Amministrazione comunale. Ogni cinque anni, poi, ci sono i festoni: la celebrazione dei patroni Gervasio e Protasio si arricchisce degli altri tre «super santi» del paese: Vittorino, Chiara e Vincenzo. L’evento dura una settimana - da qui il nome di «festoni», i prossimi sono in programma nel 2020 - con il paese addobbato di archi fioriti.

«I festoni sono importanti anche per la nostra associazione, dal momento che diventano l’occasione per organizzare il raduno bandistico», spiega Eugenio Massetti, appassionato di musica e legato alle tradizioni del suo paese. «Da ragazzino andavo a scuola di solfeggio - racconta -, poi le mie due figlie hanno iniziato a frequentare le lezioni di musica, e anche se poi non hanno continuato, il legame con la Banda è sempre rimasto forte». Un vincolo segnato anche dalla presenza nel gruppo del fratello Carlino, suonatore di trombone, morto a 16 anni in un incidente, al quale è stato dedicato nel 2015 il RoccaTromboneMaster, evento impreziosito dalla presenza di musicisti di caratura internazionale.

LA BANDA di Roccafranca dal 2014 conta anche su un gruppo di majorettes. «La formazione esisteva già in passato - spiega Massetti -, poi si è sciolta per una ventina d’anni ed è quindi ripartita spontaneamente, sollecitata da alcune mamme che un tempo si esibivano con il twirling». Il gruppo è formato da una trentina di ragazze e di bambine: la più piccola ha 5 anni. «Fa piacere averle davanti al nostro gruppo - osserva Paruta -. Del resto, la sfilata è una vetrina: la gente vede lo spettacolo prima ancora di sentire la musica».

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