Da Sirmione alla notte
dell’Oscar. Ecco come
è nato il film dell’anno

«Chiamami col tuo nome» punto ad aggiudicarsi 4 premi OscarLa spiaggia Jamaica teatro di una parte di «Chiamami col tuo nome»
«Chiamami col tuo nome» punto ad aggiudicarsi 4 premi OscarLa spiaggia Jamaica teatro di una parte di «Chiamami col tuo nome» (BATCH)
Maria Lisa Piaterra 13.02.2018

C'è anche un po' di Sirmione nel film «Chiamami col tuo nome» di Luca Guadagnino. Quel torrido 13 giugno del 2016 nessuno nella penisola termale avrebbe immaginato che le scene del film che un'abile troupe stava girando tra l'area archeologica delle Grotte di Catullo e la spiaggia Jamaica, sarebbero entrate a far parte di una produzione candidata a 4 premi Oscar. Le comparse chiamate quel giorno a partecipare alle riprese non conoscevano né il titolo né la trama del film, ma la grande professionalità del regista e degli operatori non era passata inosservata. Sono solo 2 minuti e mezzo su di un totale di 130, quelli girati tra il criptoportico delle Grotte e la suggestiva spiaggia sottostante, ma alle spalle di quei pochi fotogrammi vi è uno studio durato alcuni mesi come racconta la direttrice responsabile dell'area archeologica delle Grotte, Nicoletta Giordani. «TUTTO è iniziato da una richiesta di autorizzazione per eseguire delle riprese cinematografiche nell'area delle Grotte di Catullo; da lì una serie di sopralluoghi da parte del regista e della segretaria di produzione per individuare le aree più adatte alle riprese. Guadagnino voleva un'assoluta veridicità nella ricostruzione delle scene». Da lì l'idea di coinvolgere un esperto del settore, l'archeologo subacqueo Alain Rosa, responsabile tecnico scientifico del nucleo subacqueo e navale della Soprintendenza dei Beni archeologici dell'Emilia Romagna. «È stata un'esperienza unica ed emozionante – ricorda quest'ultimo –: ho dovuto interpretare la figura del direttore di un'operazione di recupero di un reperto archeologico subacqueo. Questo ha comportato di approntare una squadra di sommozzatori esperti del settore». Difficoltà dell'impresa, poi brillantemente superata, quella di reperire attrezzature e mute subacquee in uso negli ’80, periodo in cui è ambientato il film. Accanto ad Alain Rosa sono scesi in acqua 5 sub della cooperativa Archeosub Metamauco di Padova: Bruno Cortivo, Maurizio Barbiero, Francesco Dossola, Ludovica Signorelli e Valter Signorelli, supportati dalla topografa Maria Teresa Bernabei. «Tutta la nostra squadra – ricorda Rosa – ha ispezionato l'area individuata dalla regìa il giorno precedente le riprese in modo da valutare eventuali criticità». Poi, finalmente, l'atteso giorno del ciak. Già delle prime ore del mattino, scampato il pericolo di un forte temporale, sulla spiaggia Giamaica ai piedi delle Grotte di Catullo è stato allestito un cantiere subacqueo in modo da creare l'ambientazione richiesta dal regista. «Quando abbiamo incontrato Guadagnino – conclude Rosa – la nostra impressione è stata quella di trovarci davanti ad un maestro d'orchestra che con pacatezza e competenza dirigeva la sua opera, mettendo tutti a proprio agio». Tra le comparse anche numerosi sirmionesi che grazie al passaparola sui social hanno partecipato alle riprese del film. «È stata una giornata emozionante e diversa dal solito – ricorda l'albergatrice Stefania Zordan, che insieme alla figlia ventunenne Anna Granzotto ha interpretato una turista in visita al sito archeologico –. Abbiamo notato una grande professionalità da parte di tutta la troupe». «Non mi aspettavo che il film potesse concorrere all'assegnazione degli Oscar – aggiunge la figlia – ma certamente visto il cast di qualità ho capito subito che sarebbe stato un successo». «Tutto è stato curato nei minimi dettagli – sottolinea infine la studentessa Chiara Bettini –. Il trucco, la pettinatura e l'abbigliamento delle comparse sono stati scelti in perfetto stile ’80». •

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