Miniero porta Mussolini nell’Italia di oggi

Il regista Luca Miniero riporta Mussolini nell’Italia di oggi
Il regista Luca Miniero riporta Mussolini nell’Italia di oggi
05.11.2017

Cosa accadrebbe se Benito Mussolini ricomparisse nell’Italia di oggi? Da questa semplice domanda prende le mosse il nuovo film di Luca Miniero, “Sono tornato“, in uscita il 1 febbraio e di cui il regista e sceneggiatore ha mostrato alcune scene in anteprima a Lucca Comics and Games 2017. Ispirato a un romanzo satirico e alla quasi omonima commedia tedesca “Lui è tornato“ del 2015, in cui a riaffacciarsi nell’attualità era Adolf Hitler, il nuovo film del regista di “Benvenuti al Sud“ si presenta innanzitutto come una parabola dell’Italia odierna.

Ricomparso per magia un mattino a Piazza Vittorio a Roma, Benito Mussolini (Massimo Popolizio) viene scoperto da Andrea Canaletti (Frank Matano), un documentarista fallito che decide di portare in giro per l’Italia quello che inizialmente ritiene sia solo un abile comico. «È un viaggio negli umori del Paese: c’è un malcontento che va dalla borghesia di Milano ai pasticcieri di Napoli», spiega Miniero, che per il film ha scelto di mescolare umorismo e documentario, con attori accanto a gente comune, tra scene girate per strada e interviste. Solo raramente l’attore è stato preso di mira dai passanti con insulti o telefonate ai Carabinieri, testimonia Miniero, e ancora meno ha incontrato fanatici nostalgici del dittatore. E del resto, a suo avviso, lo sguardo della sua commedia politicamente scorretta è più sugli italiani. «Il film parla della politica vera, cioè di tutti noi: non è buonista, non si pone il problema dell’ideologia, ma di mostrarci senza filtri». Senza filtri appare un Paese che secondo il regista non ha ben compreso cosa fosse la dittatura. «A volte Mussolini è percepito come uno che ha fatto alcune cose sbagliate e altre no. Io spero che possa creare un dibattito, ma la sensazione che ho riscontrato è di un Paese addormentato, capace di vedere uno vestito come Mussolini inneggiare contro gli ebrei e ridere - aggiunge il regista - Se io mostro che nel DNA italiano sono entrate certe idee del fascismo, il film ha una carica più eversiva: il nostro Mussolini dice cose simili a Salvini sugli immigrati da ributtare a mare, ma con una follia tutta sua». In questo e in altri casi, Miniero ha attinto direttamente dai discorsi del Duce: «Quando a proposito dei social parla degli italiani come un popolo senza sogni ti viene quasi da dargli ragione, ma poi sugli extracomunitari usa le stesse parole realmente rivolte agli ebrei».

Nonostante i risvolti minacciosi della storia, come la critica a un sistema mediatico che secondo Miniero «ha superato a destra la propaganda inventata da Mussolini», l’approccio generale vuole essere meno dark rispetto alla commedia tedesca, con un’ironia che scaturisce dalle contraddizioni delle persone intervistate. Nel cast anche Gioele Dix, Stefania Rocca e Alessandro Cattelan.

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