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Favoriti «Roma» e i due western rivisitati

L’attore John C. Reilly alla presentazione di «The Sisters Brothers»
L’attore John C. Reilly alla presentazione di «The Sisters Brothers»
Paolo Dal Ben 05.09.2018

Paolo Dal Ben VENEZIA La gara per il Leone d’oro alla mostra del cinema di Venezia potrebbe essere tra un film western (rivisitato in modo originale) e una storia autobiografica ambientata a Città del Messico negli anni ‘70. A distanza di pochi giorni dalla chiusura della 75a edizione della Mostra - con 15 film presentati su 21 candidati - abbiamo raccolto le voci dei critici ma anche del pubblico che ancora affolla il Lido. Tra i film candidati al Leone d’Oro 2018 spicca “Roma” di Alfonso Cuaròn: i suoi ricordi di quasi 50 anni fa raccontati attraverso gli occhi e la vita delle donne della sua vita e della sua infanzia, in cui la storia di un anno della sua famiglia si intreccia con quella del Messico. Un film in bianco e nero in cui la tecnica narrativo-cinematografica del regista di “Y tu mama tambien” (2001) fa rivivere e vivere allo spettatore una storia vera ed toccante. “Roma” è finora il film che più allinea pubblico e critica, anche se gli addetti ai lavori propendono maggiormente per questo film, facendogli seguire il film western “The Sisters Brothers”. Invece, pur apprezzando Roma, molte delle persone che hanno visto i film finora in concorso si stanno appassionando ai due film western, quello dei fratelli Cohen (The Ballad of Buster Scruggs) e soprattutto quello del regista francese Jacques Audiard (The Sisters Brothers). In entrambi i casi il genere “Spaghetti Western” viene parodiato e scomposto attraverso personaggi anti-eroi, dal volto umano (illuminante la scena di quando uno dei due fratelli Sisters, un killer spietato ma protettivo nei confronti del fratello, scopre e si compra lo spazzolino da denti) e da un’ironia che funziona come anti-climax (sul patibolo, l’antieroe di uno dei sei episodi dei fratelli Cohen, già scampato una volta alla morte, cerca di consolare l’altro condannato vicino a lui, chiedendogli “ma è la tua prima volta?”). Altri film che hanno riscosso un buon successo di pubblico e critica sono stati The Favourite (un affresco storico sull’Inghilterra all’inizio del XVIII secolo) e First Man di Damien Chazelle con Ryan Gosling sul primo uomo che ha messo piede sulla luna. A dividere maggiormente pubblico e critici sono invece il docufilm sulle discriminazioni razziali in Louisiana di Roberto Minervini e il film di Julian Schnabel At Eternity’s Gate, entrambi applauditi maggiormente dagli appassionati del grande schermo e un po’ meno dai critici. Mentre gli esperti del settore hanno promosso Suspiria di Luca Guadagnino e soprattutto il film francese Doubles Vies di Olivier Assayas con Juliette Binoche, un film fatto di fitti dialoghi al modo della commedia francese su un tema della comunicazioni ai tempi del digitale, dove finzione e realtà di scambiano il posto. Qualcuno conoscendo le preferenze del presidente della giuria, il regista Guillermo del Toro, non ha dubbi: Roma sarà il vincitore. •