Autonomia, Maroni:
«Ora un patto
con il Sud»

Roberto Maroni
Roberto Maroni
13.10.2017

Un «patto» con il Sud se la Lombardia avrà più risorse e mantenere in Regione almeno metà del residuo fiscale. Il governatore Roberto Maroni torna sull’appuntamento referendario per l’autonomia di Lombardia e Veneto e a dieci giorni dal voto rilancia: «Se in Lombardia dopo il referendum avremo ulteriori risorse potremo fare un neoregionalismo. E nei rapporti bilaterali della Regione col Sud sono pronto a dare contributi al Mezzogiorno. A patto ci siano investimenti per creare lavoro e non stipendi da dare ai forestali, allora sono disposto a dare risorse se posso tenermi quelle in più. Noi non diciamo che bisogna spendere meno al Sud, ma che bisogna spendere meglio. Il modello lombardo è quello che fa spendere meglio le risorse». Maroni ha parlato di «novità vera» che ha già suscitato l’interesse di qualche governatore del Sud. Il presidente della Regione Lombardia ha poi rispedito al mittentele accuse di imbroglio da parte di alcuni contrari alla consultazione referendaria: «Nessun imbroglio, è chiaro. Non chiedo soldi allo Stato ma di tenermi una parte delle tasse che i lombardi pagano, voglio trattenere almeno la metà del residuo fiscale». Maroni ritiene che sia equo che almeno la metà delle tasse, pagate dai lombardi, che se ne vanno e non tornano, possa tornare in Lombardia, «perché siamo la Regione più penalizzata da questo punto di vista». E invita a trattare con il Governo: «Il referendum non è una “pillolina“, ma un esercizio di democrazia; però mi aiuterà a trattare con il Governo. Capisco che non sarà facile, ma sono convinto che possa essere l’esito di un referendum che, per la prima volta, viene indetto nelle regioni italiane». Il Governatore ha poi dato anche qualche numero: «Il residuo fiscale della Lombardia, la differenza fra quanto i lombardi pagano di tasse e ricevono dallo Stato, è di 54 miliardi, quello della Catalogna è 8 miliardi». Maroni ha poi rimarcato le differenze con la regione spagnola che ha votato per l’indipendenza: «Il referendum della Lombardia e del Veneto è nell’ambito della Costituzione, nel quesito della Lombardia si parla di una autonomia da ottenere nel quadro della unità nazionale. Nel quesito sottolineiamo che la Lombardia è una regione speciale, perché ha tantissime specialità da vantare, è quella più virtuosa e che costa di meno. Coi costi standard della Lombardia il governo risparmierebbe 23 miliardi». Intanto ieri M5S è tornato a chiedere «un confronto pubblico» al Governatore leghista Roberto Maroni, sul merito del referendum: «Fugge al confronto con il M5S sul merito del quesito del referendum: le sue bugie stanno facendo perdere di efficacia un momento di grande partecipazione e democrazia diretta», ha dichiarato in una nota il consigliere regionale M5S Stefano Buffagni.

Condividi la notizia