Con «Sfida Italia 4.0»
a Flero decolla la
fabbrica digitale

Foto di gruppo con gli addetti della «fabbrica digitale» e i vertici delle realtà coinvolte nel progettoEmanuele Marinoni, Ivan Losio, Cesare Tagliapietra e Massimo Trebeschi
Foto di gruppo con gli addetti della «fabbrica digitale» e i vertici delle realtà coinvolte nel progettoEmanuele Marinoni, Ivan Losio, Cesare Tagliapietra e Massimo Trebeschi
Jacopo Manessi14.11.2017

Un investimento di 2 milioni di euro - metà in carico alla Sei Consulting, società di consulenza manageriale e strategica e promotrice del progetto -, il resto messo sul piatto dai 24 partner attraverso la fornitura di tecnologia, e dagli 8 sponsor dell'iniziativa.

LA FABBRICA digitale Sfida Italia 4.0 si prepara a partire: inaugurazione ufficiale giovedì mattina e primi corsi al via da dicembre. Una novità assoluta in Italia localizzata a Flero, dove ha sede il complesso tecnologico da 1000 metri quadri realizzato in un ex opificio, capace di ospitare 3 mini fabbriche, laboratori e aule in cui aziende, università e dipendenti di ogni genere potranno sperimentare nei fatti l'applicazione e le logiche dell'industria 4.0. «Il lavoro ha richiesto due anni di preparazione, ed è stato realizzato in piena sintonia e sinergia con le altre iniziative messe a punto dalle istituzioni locali, tra cui l'Università di Brescia, Innexhub, Aib, Csmt e Camera di Commercio – spiega Ivan Losio, amministratore di Sei Consulting –. Il senso della proposta parte dal concetto dell'innovazione, che ormai è divenuta una necessità. Stiamo inoltre lavorando verso una sinergia con la facoltà di Ingegneria dell'Università di Brescia, per poter mostrare le innovazioni prodotte. Senza dimenticare l'alternanza scuola-lavoro, su cui continuiamo a puntare».

Nei fatti Sfida Italia 4.0 si configura come una società a responsabilità limitata, partecipata al 100% da Sei Consulting. «L'obbiettivo è quello di far penetrare il modello e di diventare una società che venda servizi e consulenze – prosegue Losio –, in grado di raggiungere il fatturato di una media impresa, attestato intorno ai 4-5 milioni di euro. Attualmente nel polo lavorano 15 persone, in prestito da Sei Consulting, ma se la fabbrica funzionerà a regime ci saranno delle assunzioni». Gli spazi di Sfida Italia 4.0 sono divisi su tre modelli d'impresa, per ognuno dei quali è stata creata una mini fabbrica capace di addestrare le figure chiave tecniche e manageriali delle aziende: un'area «capital intensive», il cui prodotto è costituito da una valvola (attacco rapido), una «labour intensive», concentrata sugli assemblaggi e una «service intensive», simile agli uffici di un'azienda di servizi, rappresentata da un ristorante e dalle sue dinamiche.

COMPLETERANNO il percorso le zone dedicate all'IoT (internet delle cose, con la sensoristica applicata al prodotto) e alla prototipazione, con le stampanti 3d. «Siamo partiti immedesimandoci con una tradizionale pmi, e con l'obiettivo di fornire una pronta risposta al mercato, verificando le lacune di un modello di fabbrica tradizionale – integra Cesare Tagliapietra, partner di Sei Consulting, affiancato dal direttore dello stabilimento Emanuele Marinoni –. In questo modo abbiamo potuto vincere la sfida più importante: ottenere un forte coinvolgimento del personale, responsabilizzandolo». Intanto non è escluso un aumento dei partner in futuro, come sottolinea ancora Losio: «Questo è un punto di partenza, non di arrivo. Vorremmo essere un centro di riferimento fisico, creando un'osmosi con il territorio senza preclusioni geografiche, come testimonia la partecipazione di società di Milano, Parma, Torino e anche del sud Italia. I tre percorsi esperienziali di affiancamento consentiranno di comprendere a fondo un metodo concreto per favorire l'integrazione tra fabbrica e ufficio, lo sviluppo tecnologico e le soluzioni concretamente applicabili nelle pmi».

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