VIVERE AL
TELEFONO

L’incontro con Cazzullo nella Sala Civica dei Disciplini un anno faL’associazione Moro e Martinazzoli ha invitato Aldo Cazzullo
L’incontro con Cazzullo nella Sala Civica dei Disciplini un anno faL’associazione Moro e Martinazzoli ha invitato Aldo Cazzullo
Luciano Costa09.11.2017

Per meritare l’elogio, ad Aldo Cazzullo questa volta basta dire «metti via quel cellulare». Che poi è anche il titolo del libro (edito da Mondadori) che domenica sarà al centro del dibattito promosso da «Castenedolo… Incontra» nell’ambito degli appuntamenti per discutere di politica e di cultura. Frase perentoria e, ahimè, spesso inascoltata, con cui i genitori tentano di porre un freno allo strapotere della telefonia tascabile.

Cazzullo, alla maniera dei manuali propedeutici inaugurati da Tahar Ben Jelloun col suo «Il razzismo spiegato a mia figlia» (presentato allora con grande clamore nel salone Vanvitelliano della Loggia), dialoga con Rossana e Francesco, i suoi due figli. Ognuno dei 12 capitoli racchiude riflessioni sull’essere, l’essente, il veniente e l’imponderabile, tutte attorcigliate alle sagge ragioni del padre e seguite da altrettanto sagge argomentazioni dei figli. Il papà perde la partita senza neppure guadagnare un soldo di ammirazione per la fatica consumata. Nonostante ciò, vale quel che resta, che fa dire all’autore «spero davvero che le vostre previsioni si realizzino e che i miei futuri nipoti troveranno – anche grazie alla rete – un mondo più umano e più giusto di quello che la nostra generazione ha consegnato a voi», che suona come una dichiarazione di resa totale al nuovo.

SE POI quello di Cazzullo non fosse un libro pensato, scritto e offerto per essere meditato, potrebbe essere catalogato come un manuale di sopravvivenza assemblato per regalare agli umani di seconda e terza fascia – papà e mamme, nonni e nonne – un appiglio a cui aggrapparsi qualora l’invadenza del cellulare diventasse inarrestabile. Per farlo, basterebbe ricordare a figli e nipoti che prima di loro generazioni hanno vissuto amato odiato studiato e sperato senza possedere un telefono.

Cazzullo dice che «la rivoluzione digitale è il più grande rincoglionimento di massa nella storia dell’umanità», ma anche che «aver fatto il padre è stata la cosa più importante della vita».

Noi vecchi vediamo le storture della rete, mentre i giovani spiegano che non è questione di rete ma di come renderla più umana. Saremmo stati migliori se avessimo avuto maestri che invece di oscurare avessero illuminato le menti su tutto ciò che di civile buono pensato e maturato era disponibile; avremmo generazioni migliori se noi anziani invece di limitarci a dire «metti via quel cellulare» osassimo ragionare sulle regole.

Per aiutare a capire, o anche per ingarbugliare i pensieri, domenica a Castenedolo (nella Sala Civica dei Disciplini, alle 20.45), invitati dalla Associazione culturale Aldo Moro e Mino Martinazzoli, con Cazzullo Maria Elena Boschi (sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), Maria Stella Gelmini (deputata di Forza Italia) e Marco Follini (politico di lungo corso) proveranno a mettere da parte telefonini e marchingegni per parlare, dibattere, cercare le ragioni delle paure e, se possibile, sconfiggerle.

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