UN PICASSO IN VIA MUSEI

 Savinio, Pensée et action, olio su tela, 73 x 60 cm collezione privata De Chirico, Piazza d'Italia, olio su tela, 50 x 60 cm coll. privata Morandi, Natura morta, olio su tela, 35 x 50 cm collezione privata Balla, Ponte della velocità, olio magro su carta, 68 x 96  coll. privata Fontana, Concetto spaziale. Attese, olio, 70 x 90 cm  coll. privata
Savinio, Pensée et action, olio su tela, 73 x 60 cm collezione privata De Chirico, Piazza d'Italia, olio su tela, 50 x 60 cm coll. privata Morandi, Natura morta, olio su tela, 35 x 50 cm collezione privata Balla, Ponte della velocità, olio magro su carta, 68 x 96 coll. privata Fontana, Concetto spaziale. Attese, olio, 70 x 90 cm coll. privata (BATCH)
Francesco De Leonardis16.09.2017

Una nuova indagine dentro il collezionismo privato bresciano si annuncia con la mostra «Picasso, De Chirico, Morandi. 100 capolavori del XIX e XX secolo» che Davide Dotti proporrà a Palazzo Martinengo dal 20 gennaio al 10 giugno 2018. Sarà un viaggio nell’arte dal Neoclassicismo all’Informale, con opere provenienti dalle più prestigiose raccolte della città e della provincia.

«L’IDEA della mostra nasce da una finestra che era rimasta aperta - dice Dotti -. Il mio esordio a Palazzo Martinengo era avvenuto con “Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti. Cento capolavori nelle collezioni private bresciane“, che proponeva una selezione di dipinti antichi e barocchi. Ora ho sentito l’esigenza di chiudere quel percorso avviato nel 2014 e di affrontare, dopo l’Ottocento nazionale dello scorso anno, l’Ottocento dei pittori bresciani e di verificare le eccellenze del Novecento italiano attraverso il meglio del collezionismo privato locale».

La mostra, che è stata presentata ieri nella sede della Provincia in Broletto, è organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Brescia e il sostegno di alcuni sponsor privati; il budget previsto si aggira, anche quest’anno, intorno ai 400mila euro; l’obiettivo è di raggiungere i risultati dell’ultima mostra, che ha avuto 50.153 visitatori. «Abbiamo un pubblico che ha avuto modo di apprezzato le nostre proposte, un pubblico affezionato che proviene da tutta Italia e, per il 50%, è venuto a Palazzo Martinengo più di una volta - aggiunge Davide Dotti -; una percentuale del 25% è poi costituita da studenti per i quali sono previste formule di visita particolari».

Al centro di questo nuovo appuntamento, che per cinque mesi trasformerà Palazzo Martinengo in un «museo ideale» ci sarà dunque la pittura fiorita tra il XIX e XX secolo: nella prima parte della mostra si vedranno le opere degli artisti bresciani, nella seconda lo sguardo abbraccerà il panorama nazionale. Ad aprire il percorso espositivo sarà Andrea Appiani con il «Ritratto del conte Teodoro Lechi», in uniforme di colonnello della Guardia reale dell’Esercito italico; gli saranno accanto le splendide miniature di Giovanni Battista Gigola e opere di Luigi Basiletti e di Domenico Vantini.

La seconda sezione sarà dedicata ad Angelo Inganni, che sarà presentato in tutte le sfaccettature della sua pittura con le vedute urbane che lo hanno reso famoso, ma anche con le gustose scene di genere e i ritratti figurati. Seguirà una sezione dedicata al paesaggio, che è stato certamente il genere di maggior fortuna in ambito lombardo e bresciano nell’Ottocento; si potranno ammirare opere di Giovanni Renica, che apre la stagione romantica, di Faustino Joli, che coniuga la veduta urbana con i temi risorgimentali, di Eugenio Amus, autore di marine cariche di pathos, di Giovan Battista Ferrari, del melanconico Luigi Lombardi, di Cesare Bertolotti, di Francesco Filippini che, assimilando la lezione della Scapigliatura, si apre alla modernità.

LA FIGURA femminile sarà al centro della quarta sezione con opere di Modesto Faustini, Achille Glisenti e di Achille Rizzi e Angelo Landi, con i quali si respirerà ormai l’aria del ‘900. La seconda parte della mostra si aprirà con il bresciano Romolo Romani di cui sarà esposto la grande «Immagine» (prestata dai Musei Civici), un dipinto che si pone clamorosamente e con largo anticipo sulla via dell’astrazione; ci saranno poi opere dei grandi maestri del ‘900 di caratura internazionale che hanno rappresentato le colonne portanti dei vari movimenti e delle correnti succedutesi nel corso dei decenni: il futurismo di Balla, Boccioni e Depero, la metafisica di De Chirico e Savinio, il realismo magico di Cagnaccio di San Pietro, Donghi e Bucci, e ancora Severini, Morandi, Carrà, De Pisis, Campigli, Sironi, per proseguire con l’Informale di Burri e Vedova e con Manzoni.

Per il finale si annunciano fuochi d’artificio con un probabile Picasso (Davide Dotti non si vuole ancora sbilanciare nell’annuncio), il cui valore assicurativo vale da solo quello di tutte le altre opere che arriveranno a Palazzo Martinengo.

Invariati gli orari di apertura da mercoledì a venerdì, dalle 9 alle 17.30; sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 20, lunedì e martedì chiuso; il catalogo sarà di Silvana Editoriale. La mostra avrà una prima presentazione agli insegnanti interessati il 28 settembre, alle ore 17, nell’Aula Magna dell’Istituto Tartaglia-Olivieri; per tutto il pubblico ci sarà a fine novembre il tradizionale appuntamento nella chiesa di San Giorgio.

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