Lodge va a ritroso nel tempo
e si racconta in un romanzo

Mauretta Capuano06.11.2017

David Lodge bambino con gli occhi che sorridono e guardano lontano. Si mostra così il raffinato critico e romanziere inglese nella foto in bianco e nero in copertina al suo memoir «Un buon momento per nascere», pubblicato da Bompiani nella traduzione di Mary Gislon e Rosetta Palazzo (pp. 494, 29 euro). «Negli anni Cinquanta era più semplice diventare scrittore», spiega Lodge, nato a Londra il 28 gennaio 1935, «e quando sono venuto al mondo io, aggiunge, era un buon momento per nascere in Inghilterra per un futuro scrittore». Con questo libro, arricchito da una selezione di fotografie del romanziere e delle persone importanti della sua esistenza, a 82 anni Lodge ha fatto diventare realtà anche una cosa che aveva sempre pensato: «Che un giorno avrei scritto della mia vita. Che quando non avrei più avuto idee per i miei romanzi, avrei attinto alla mia esperienza personale», spiega. «Via via che si invecchia il cervello rallenta la propria attività e le persone tendono a farsi stimolare meno dalle esperienze esterne e ad osservare di più la propria vita. Certo, anche nei romanzi ci sono elementi della mia vita, ma in questa opera autobiografica il modo di porli è diverso».

Dal 1935 al 1975, Lodge ripercorre gli anni della giovinezza, del College, l'incontro a 18 anni con la futura moglie Mary, ancora al suo fianco e alla quale è dedicato il libro «con amore», fino alla cattedra all'Università di Birmingham, alla morte di Marilyn Monroe per la quale scrisse una poesia, all'amicizia con il collega Malcolm Bradbury e al successo di «Scambi».

Quando Lodge ha cominciato a scrivere romanzi «non c'erano tanti aspiranti scrittori come oggi. Il mio primo romanzo, a cui ho lavorato mentre facevo il militare, lo ho scritto e consegnato a mano, non avevo un agente. Lo ho portato a tre editori e il terzo me lo ha pubblicato. Oggi sarebbe impossibile perchè gli editori sono inondati di manoscritti, al punto che gli autori si auto pubblicano».

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