Dikele e la forza del presente: i giovani cercano la sincerità

Una lettrice chiede a Dikele: «Mi scrivi qualcosa che mi dia forza?»
Una lettrice chiede a Dikele: «Mi scrivi qualcosa che mi dia forza?»
J.MAN.08.06.2018

Ci si può emozionare anche per uno scrittore. E meno male. Al Libraccio, ieri, la rivelazione: Antonio Dikele Distefano. Ha radunato un discreto numero di seguaci - tra scaffali e volumi - per l'appuntamento firmacopie declinato, una tantum, ai libri. Lui: timidissimo. Preferisce evitare la classica fotografia ricordo con i presenti alle spalle («Mi sento a disagio, meglio di no»), si siede e inizia a firmare le copie del suo ultimo romanzo, «Non ho mai avuto la mia età». Sul total black non ha mentito: aveva dichiarato di vestirsi sempre, e solo, di nero. Promessa mantenuta, scarpe comprese. LA TIMIDEZZA vince anche sui presenti: dopo la presentazione c'è spazio per qualche chiacchiera informale, ma nessuno trova il coraggio di farsi avanti. Diverse, invece, le cose al momento della firma, dopo l'attesa in coda. C'è chi domanda una foto (pochi per la verità), chi una dedica speciale. Una ragazza si avvicina e gli chiede: «Puoi scrivermi qualcosa che mi dia forza?». Accontentata. Sì, i giovani leggono ancora, a patto di saper parlare loro di un presente che vivono in prima persona. In «Non ho mai avuto la mia età», ma più in generale nelle opere dello scrittore di origina angolana, questo aspetto c'è. Il protagonista si chiama Zero, ed è costretto tutti i giorni a vivere per sottrazione. Non ha soldi, non ha cittadinanza, non può permettersi di credere nel futuro. Le difficoltà sembrano sovrastarlo, e questo a conti fatti si trasforma nel principale punto di contatto con una generazione giovane che fatica a individuare punti di riferimento concreti. Più del tema della pelle, che pure influenza in modo decisivo la sua vita. A giudicare dallo sguardo velatamente malinconico dello scrittore, in quanto narrato c'è dell'autobiografico. Come sempre, in fondo. •