Con Spagna e Italia
realismo moderno
con una cura lenta

09.11.2017

Gli artisti spagnoli Jorge Abbad, Carlos Madrigal, Pedro Quesada, e gli italiani Alessandro Taiana e Riccardo Taiana - selezionati in questa mostra alla Galleria dell'Incisione da Anna Maria Chiara Donini, aperta fino al 19 novembre - sorprendono per il loro linguaggio figurativo nell'era del digitale e della fotografia, per l'aderenza al vero e la padronanza assoluta del disegno. Il loro linguaggio si fonda su uno dei criteri filosofici più antichi, ossia sulla concezione platonico-aristotelica dell'arte come «mimesi», o imitazione. Fin dall'antichità, però, è sempre stata avvertita l'impotenza della pittura verso il reale, perché incapace di separarlo dal modello che essa riproduce, pertanto anche il concetto di realismo oggi appare più che mai un'invenzione della critica d'arte, incapace di ammettere che l'artista promette sempre un'oggettività che esiste solo mentalmente.

L'IMMAGINE dipinta è sempre meditata ed è proprio su questo presupposto che i 5 artisti propongono in mostra 16 tele, 4 sculture e 15 disegni, realizzati in studio, «en plein air» o alla presenza di un modello umano, per rivendicare anche oggi un realismo contemporaneo. Con una cura scrupolosa e un tempo di esecuzione lento, in contrasto con la frenesia del vivere, Jorge Abbad fa emergere da un non-luogo, percorso da una luce diafana, busti di figure, come «Diana», la cui sensibilità emotiva è espressa dalla bocca semiaperta e da un libro aperto che, guardandoci, informa che, nel resto del visibile, c'è solo il vuoto. All'opposto dei lavori di Caravaggio, nei quali la preparazione scura serviva da lavagna per fissare segni e chiaroscuri delle figure, nelle opere di Abbad i busti sono fagocitati dalla luce e dal vuoto, che li trasforma in presenze passeggere.

Figure fuori dal tempo e senza tempo appaiono i ritratti di Carlos Madrigal, che, nel loro richiamo al Realismo Magico, esprimono una meraviglia imbambolata. Un silenzio attonito avvolge pure le delicate sculture di Pedro Quesada, anatomie stese anche su bassorilievi, che invitano a tornare alla natura.

Nel ciclo di opere Teem (acronimo di Tangenziale Esterna Est Milano, raccordo costruito per collegare la BreBeMi con la tangenziale milanese), Riccardo Taiana è entrato nei cantieri blindati di Truccazzano, per immortalare ciò che resta di un paesaggio ormai senza identità. In Alessandro Taiana il paesaggio è maestoso, visto quasi da una terrazza immaginaria, che potrebbe servire ad organizzare la visione. Qui si aspetta la sera e le montagne in lontananza, dorate e innevate, stanno per sciogliersi nella notte.GI.GUI.

Condividi la notizia