Le macerie delle cascine
seppelliscono una civiltà

La Leonessa
La Leonessa
30.08.2018

Qualcuno con eleganza le definisce «archeologia rurale ». Ma più prosaicamente sono ruderi, cascine abbandonate che nella migliore delle ipotesi diventano depositi di attrezzi agricoli. A volte però crollano, bloccando una strada, come avvenuto l’altra notte a Castenedolo, o si trasformano in rifugi di disperati, o nel caso di Montichiari e Carpenedolo vengono trasformate in officine clandestine dove smontare le auto rubate. Eppure gli edifici agricoli sono un patrimonio: le associazioni ambientaliste della Bassa ne hanno censite 35 in stato di degrado, di cui almeno 10 di valore storico-architettonico. Ma in tempi di austerità e menefreghismo diffuso, vale il detto «muoia Sansone e tutti i filistei». La lezione dell’«Albero degli zoccoli» dell’immenso Ermanno Olmi non è servita. Almeno nel Bresciano, dove tutti hanno dimenticato da dove vengono e, soprattutto, dove stanno andando.