«Tornare alla Juve?
Ma io sto benone
in questa squadra»

Joel Untersee, 22 anni, terzino destro svizzero del Brescia
Joel Untersee, 22 anni, terzino destro svizzero del Brescia (BATCH)
28.09.2016

Il Sudafrica, dove Joel Untersee è nato, è solo un ricordo e nemmeno troppo nitido; la Svizzera, di cui ha preso la nazionalità e dove è diventato calciatore, il passato; il futuro potrebbe essere a Torino, sponda Juventus, che lo ha acquistato quando aveva 16 anni.

Untersee è una delle note più positive del Brescia del nuovo corso. Se l’aspettava o almeno ci sperava?

Ovvio che mi faccia piacere. Ma se ci ho messo davvero poco a inserirmi, lo devo alla squadra e allo staff tecnico. Mi sta dando una grossa mano. Sono contento, anzi contentissimo di giocare nel Brescia. Appena arrivato, sono sceso in campo. Non è mai facile giocare a certi livelli. Se ci sto riuscendo, il merito è dello staff: è fenomenale e ha portato a Brescia l’esperienza maturata nel Milan.

Significa che le cose non andavano così bene in Svizzera?

A Brescia mi trovo meglio. Non stavo male nemmeno in Svizzera, ma a Brescia ho avvertito un grosso salto di qualità.

In fondo l’uovo di Colombo che si chiama lavoro?

Ogni giorno si cerca di dare il massimo. E tutti insieme abbiamo un obiettivo da raggiungere. Fino a questo momento le cose stanno andando abbastanza bene, ma sappiamo che si può fare anche meglio.

L’obiettivo immediato è vincere la prossima partita o c’è un obiettivo più lontano, magari qualcosa di più ambizioso di una tranquilla salvezza?

Non guardo mai lontano. Quando una partita finisce, se è andata bene, si fa festa per un giorno. Poi scatta un nuovo obiettivo che è la prossima partita.

Pochi gol subiti: merito anche della difesa che Cristian Brocchi vuole molto alta?

Un modo giusto di difenderci: noi siamo perfettamente d’accordo con il nostro allenatore. Tenere la difesa alta significa avere più possibilità di fare male all’avversario, ma è un modo di stare in campo che va imparato. Un po’ alla volta stiamo crescendo anche sotto questo aspetto.

Era questa la serie B italiana che immaginava quando giocava in Svizzera?

Un campionato duro soprattutto dal punto di vista fisico. Più duro rispetto al campionato svizzero. Ma non è solo la fisicità che sto imparando. C’è molto da apprendere anche per quando riguarda il modo di stare in campo.

Un po’ si sente anche esterno avanzato?

No. Ero e rimango un terzino. Mi piace però giocare la palla e, quando posso, provo a spingermi in attacco. È veramente più facile se la retroguardia si mantiene alta.

Più partite gioca, più esperienza accumula e per Untersee più si avvicina il ritorno alla casa madre Juventus?

Il mio unico obiettivo è fare bene con questa maglia. Mi sono innamorato di Brescia e la mia testa è solo qui. Non penso al futuro, penso sempre e soltanto alla prossima partita. A niente altro, credetemi.

Condividi la notizia