«Sto già lavorando
perché il prossimo
sia il mio anno»

Stefano Minelli: portiere, è nato a Brescia il 5 marzo 1994
Stefano Minelli: portiere, è nato a Brescia il 5 marzo 1994 (BATCH)
16.06.2017

Le vacanze. Concetto sopravvalutato, decisamente.

Stefano Minelli i viaggi carichi di bagagli per mari e monti se li risparmia senza boffare, quest’estate. Li aggira come fossero attaccanti in pressing. Da bravo portiere moderno fa partire l’azione da dietro: dal ritiro, anzi da prima ancora, dai giorni che per gli altri calciatori significano spina staccata e tanto relax. Minelli no. Vuole fare diversamente, per farsi trovare pronto alla ripresa degli allenamenti (11 luglio) trascorre le giornate con Fausto Balduzzi e Alex Maggi, al San Filippo, tra campo e palestra. Unico svago, qualche giretto al lago con gli amici.

«Devo: è giusto così», sostiene il ragazzo di Virle che poteva soltanto essere spettatore, il 18 maggio, nemmeno un mese fa, quando il suo Brescia si giocava la salvezza nel suo Rigamonti contro il Trapani.

Quanto ha sofferto, quella sera, non potendo scendere in campo?

Non si può spiegare con le parole. È stato un incubo. Il sogno di conservare la B diventato realtà grazie a una squadra che non si è arresa mai, e a un pubblico che ha reso lo stadio un’arma in più.

Un film da cuori impavidi. Da rivedere?

Preferisco immaginarmi protagonista sul campo con un Brescia a caccia dei suoi traguardi senza troppi patemi. L’ultimo girone di ritorno è stato tormentato, ma sono contento. Non era facilissimo, salvarsi, per come eravamo messi. Io ho avvertito più pressione a star fuori che in campo.

Salute precaria, rendimento elevato: per lei ciò che conta è essenzialmente stare bene.

I problemi sono iniziati dalla trasferta di Trapani, alla fine del girone d’andata. Mille visite e ancora non si è ben capito di cosa si sia trattato.

Un virus intestinale?

Ho perso molti chili, ho variato l’alimentazione, mangio farro. Intolleranze, quasi niente. Mi sto sistemando. Non mi sento bene come nel girone d’andata. A Cittadella mi sentivo un mezzo fantasma, contro il Latina mi sono procurato uno strappo all’adduttore perché ci giocavo sopra da un po’. Ora mi sto riprendendo e non devo l’ora di giocare una partita.

Il nuovo Brescia riparte da Boscaglia.

Sono contento che sia tornato. È un vantaggio: ci conosce, è un grande allenatore, con lui eravamo salvi già a marzo.

L’obiettivo resta quello?

Salviamoci prima possibile, poi vediamo. Io ho voglia di ricominciare, ho anche smesso prima degli altri... Sarà una grande stagione. Io mi sento più sicuro, voglio divertirmi. Rispetto a qualche tempo fa sono decisamente più tranquillo. Ho fatto ricredere tanti detrattori, voglio convincere anche gli ultimi. Spero tanto che questo possa essere il mio anno.

Al mercato pensa?

Per niente. Sono felice a Brescia, non penso di andarmene, sono bresciano e conto di indossare questa maglia ancora a lungo. Se sto bene, poi, sono convinto di potermi rendere utile.

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