«Rosa da promozione diretta
Il valore di Suazo è da scoprire»

Gigi Cagni, 68 anni: nel 2016-17 ha condotto il Brescia alla salvezza con 19 punti in 12 partite
Gigi Cagni, 68 anni: nel 2016-17 ha condotto il Brescia alla salvezza con 19 punti in 12 partite
20.08.2018

Giocare o non giocare: questo è il dilemma pedatorio di un fine agosto non migliore, forse peggiore di altri. Ma adesso questa situazione è davvero assurda, da iscrivere nella categoria delle corbellerie o dell’italica farsa. A sei giorni dall’inizio ufficiale del campionato di Serie B niente è certo, nemmeno che venerdì sera allo stadio «Rigamonti» di Mompiano spetti a Brescia e Perugia di aprire la stagione 2018-19 o magari la vernice ci sarà, ma il resto del campionato andrà in naftalina, forse slitterà di un paio di un paio di settimane, ma potrebbe anche finire in letargo fino a quando la Federazione decreterà punti di penalizzazione per il Chievo, che ha giocato e perso la sua prima partita del Campionato di Serie A. E se uscisse la retrocessione in Serie B? Ma basta con il gioco dei «forse» e dei «se». Una matassa troppo ingarbugliata. Impossibile da districare anche per un Houdini del 21° secolo. Dal suo esilio tranquillo in Liguria ci prova comunque Gini Gagni, ex tecnico di una salvezza al limite del possibile del Brescia e di mille altre squadre. Tranquillo, fino alla tragedia di Genova: «Non abito troppo lontano da Genova - racconta -, ma non così vicino perché le voci, le urla di disperazione arrivino fino a me. Ma anche se non vivo a Genova, l’atmosfera che si respira è diversa dal solito, quasi irreale. Ho percorso centinaia di volte quel ponte maledetto, specie quando andavo all’aereoclub per conseguire l’abilitazione al volo». Il calcio è un modesto antidoto al dolore. Dopo le solite polemiche riguardo alla decisione della Lega di non sospendere il campionato di Serie A, a parte gli impegni delle due genovesi, si è giocato, e tra poco dovrebbe toccare alla serie B. Al Brescia il compito di abbassare la bandierina bianca.

Cagni, venerdì dovrebbe iniziare la Serie B. Il Brescia in prima fila?
Ho seguito il mercato del Brescia. È stata allestita una buona squadra, anzi buonissima. Insieme a Benevento e Crotone è la favorita per la promozione diretta.

Ha dimenticato il Palermo...
E magari qualche altra squadra. Certo, sulla carta il Palermo dovrebbe essere inserito fra le candidate a salire in A senza i play-off. Sulla carta, appunto. La variante che può determinare ciò che può succedere, e non va ignorata, è Zamparini. Una squadra, per quanto forte possa essere, deve avere l’opportunità di lavorare in un clima sereno. E ho detto tutto. Ad ogni modo fra chi potrebbe infastidire Brescia, Benevento e Crotone, si può mettere anche il Verona che però non può contare su un allenatore esperto, e il Perugia che ha cambiato 10 o 11 giocatori. E quando si cambia molto, anzi quasi tutto, non è mai semplice trovare al volo la quadratura del cerchio.

Come il Brescia che ha rivoluzionato parecchio ed è guidato da un tecnico esordiente?
Nessuno in questo momento è in grado di stabilire il valore di Suazo. Non ho mai capito, e continuo a non capire, perché molti presidenti, e non mi riferisco in particolare a Cellino, spendano fior di quattrini ma affidino la squadra a un allenatore senza un briciolo di esperienza. Anzi, non è vero che non capisco. Un’idea me la sono fatta.

E sarebbe?
Nel calcio di oggi i presidenti pensano che l’allenatore conti qualcosa vicino alla zero. Un errore madornale. determina il destino di una squadra. Perché non ci sono più i leader, i giocatori in grado di guidare dal campo la squadra. L’allenatore può diventare, se ne ha le capacità e il carattere, il vero leader di uno spogliatoio.

Parla la ragione o il cuore?
La ragione. Non provo nemmeno un briciolo di invidia e, guardi che sono assolutamente sincero, per i colleghi che di colpo si trovano seduti su una panchina. Non me ne frega più un c... del calcio, almeno del calcio di oggi. Mi limito a osservare che in questo calcio non c’è logica. Forse c'è qualcosa di logico a sfornare ogni anno un numero consistente di nuovi allenatori quando ce ne sono duemila a spasso? Ha senso illudere qualche giovani magari solo perchè per una o due stagioni ha guidato una Primavera e subito spariscono, spesso definitivamente, dai radar?

Le pare logico arrivare ad una settimana dall’inizio del campionato senza sapere se le squadre rimarranno 19 e se la stagione inizierà regolarmente?
Una follia. Del resto cosa si può pretendere da una Federazione che è commissariata? Se non si dà un colpo di spugna a tutto, fra un anno staremo ripetendoci le stesse cose.

Ovvero?
I bilanci delle squadre vanno verificati a luglio. Chi dimostra di avere i quattrini per sopportare il peso di una stagione, che comunque costa parecchio, parte. Altrimenti, deve essere mandato nei dilettanti.

Non crede che il rischio sia di giocarsela fra pochi intimi?
E allora? Facciamo l’ipotesi, che dopo la scrematura finanziari, restino 15 squadre. Bene. Il campionato sarà con 15 squadre. Non vedo il problema.

Lascia intendere che non condivide il probabile sciopero indetto dai giocatori del campionato cadetto?
Non sono né contrario né favorevole. Ai miei tempi chi avesse parlato di sciopero dei calciatori, sarebbe stato preso per matto. Altri tempi, appunto. Comunque il responsabile dell’Associazione Calciatori, Tommasi, mi è sembrato più morbido nelle dichiarazioni di alcuni dei suoi associati. Sciopero o non sciopero però non cambierà niente. Nel calcio, soprattutto quello di serie B, se non arriva l'anno zero, non servirà a niente spendere tanti quattrini o e non sarà servito a niente anche l’effetto Ronaldo che a strascico ha riguardato anche le società di serie B.