«L’universo ci insegna:
non c’è limite a quello
che possiamo scoprire»

Edoardo Boncinelli: ricercatore e divulgatore scientifico
Edoardo Boncinelli: ricercatore e divulgatore scientifico (BATCH)
18.09.2017

Unicità. L'essere umano irripetibile, inquadrato dal suo codice mentale e incasellato nell'universo. Si può parlare di tutto, e così sarà. Agli appuntamenti culturali de LeXGiornate è il giorno di Edoardo Boncinelli, genetista e ricercatore toscano. Con licenza di... divulgare.

«La seduzione della vita nell'universo-dal Big Bang a Giovanni Bignami» è un macrotema che stuzzicherà non poco la fantasia. Appuntamento, come sempre alle 18, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica di via Trieste. Ad accompagnarlo in questo viaggio galattico ci saranno Elena Bignami, medico specialista in anestesia e terapia intensiva cardiochirurgica, e Cristina Bellon, scrittrice, giornalista scientifica e collaboratrice di Giovanni Bignami, a cui l'evento è idealmente dedicato.

Una figura capitale per la fisica e la scienza, italiana e mondiale.

E un piacere per me poter essere a Brescia in un evento che ricorda uno scienziato di questo calibro. La carica emotiva è notevole.

L'universo racchiude tutto. Parlare di un argomento del genere le consente ampia libertà di movimento: un vantaggio o una difficoltà?

Direi un vantaggio. Soprattutto allo stato delle cose: viviamo in un periodo decisamente ricco di stimoli per l'astrofisica, i nuovi mezzi di comunicazione consentono di far appassionare anche le persone comuni e seguirne gli sviluppi è certamente stimolante.

Difficile credere che i non addetti ai lavori possano interessarsi a temi così complessi.

È così invece. L'universo è un tema che riguarda tutti noi, e che possiede un fascino straordinario.

Il suo, più che un lavoro, sembra una missione.

Qui devo convenire. E ammettere candidamente che, nonostante io abbia fatto per molti anni il biologo molecolare, la fisica mi è sempre rimasta dentro. Come una passione irrefrenabile che avevo nel cuore. Esiste un valore filosofico nella scienza: riguarda l'essere umano e la sua stessa esistenza. Una scoperta come quella dell'espansione dell'universo, che risale agli ultimi 70 anni, può ribaltare completamente il modo di concepire la vita. Mi piace sempre ricordare come ci siano alcune parti del cosmo che si stanno allontanando in modo tanto veloce che non le rivedremo più. E gli astri? Sono ormai arrivati a essere circa 100 miliardi. Il Sole è solo uno di questi, tra l'altro nemmeno particolarmente importante.

Intimidisce, come tutte le nuove scoperte.

Più che altro mi sembra che deprima. Non siamo al centro di tutto e questo finisce per creare nelle persone che ne vengono a conoscenza questo tipo di sentimento. Io invece la penso in modo opposto. La trovo una prospettiva carica di possibilità: ci sono cose nuove da scoprire, la possibilità di sapere che non c'è un limite a quanto possiamo fare, o raggiungere. Come Ulisse, per utilizzare un paragone letterario: è difficile appagare la sete di sapere.

Si diceva dell'uomo e della sua vita. Esiste un determinismo o vince la casualità?

Discorso complesso. I nostri geni determinano le caratteristiche fisiche e psichiche che possediamo. Mi è sempre piaciuto definirli una sorta di «istruzioni per l'uso». Ma non sono un comandamento: se si verificano certe condizioni, allora potrai diventare in un certo modo. Altrimenti le cose potrebbero andare in modo diverso. Le componenti capaci di definire un essere umano sono il suo patrimonio genetico, la vita condotta e una porzione di fato.

Una volta, in televisione, dichiarò che se non si fosse impegnato come un pazzo non sarebbe dov'è.

Appunto. E non sarei nemmeno felice. L'uomo può migliorare la sua condizione: è fondamentale capirlo. Ho sempre venerato la figura di Albert Einstein che, chiuso nella sua stanza con intorno la Seconda Guerra Mondiale, seppe concepire una teoria rivoluzionaria come quella della relatività. Servono altri esempi, in tal senso?

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