«Il nostro credo:
affrontare tutti
senza paura»

Dimitri Bisoli: certezza del centrocampo biancazzurro
Dimitri Bisoli: certezza del centrocampo biancazzurro (BATCH)
12.10.2016

Se ne parla ancora troppo poco. Perché se c’è un simbolo del nuovo corso targato Brocchi, è senz’altro lui. Dimitri Bisoli. E proprio non viene spontaneo chiamarlo Bisolino, anche se suo papà era un guerriero del centrocampo, un gigante che in biancazzurro giocò nell’ultima parte della carriera facendo la lotta in Serie A contro Juventus e compagnia.

Junior è così uguale e così diverso, rispetto a Senior. Stesso spirito, fisico meno possente ma più elastico. E, non si offenda il padre che ha fatto un’ottima carriera, piedi anche migliori. Il carattere, poi, quello è il marchio di fabbrica impresso nel Dna. La faccia e i modi del veterano, la scelta giusta al momento giusto.

Averne, sempre.

«Sono contento per come stanno andando le cose, ma non ho ancora fatto niente - si schermisce Bisoli, che dal padre ha ereditato la professionalità insieme all’umiltà -. Qua c’è soltanto da lavorare a testa bassa per crescere e migliorare».

Ma si aspettava di giocare così tanto?

Sinceramente no, non pensavo. Arrivavo dalla Lega Pro, ero convinto che sarebbe servito più tempo per ambientarmi nella nuova realtà, nella squadra e sul campo, e guadagnare spazio. Meglio così, sono felice. Avanti così.

Un punto a Verona, in emergenza: soddisfatto?

Un po’ di rammarico ci può stare, visto che siamo andati in vantaggio due volte. Ma se ripensiamo alla prova che abbiamo offerto, possiamo essere tutti contenti. Tanta voglia, tanta intensità.

E una condotta tattica perfetta.

Abbiamo giocato alti, traducendo in pratica la teoria mandata a memoria in settimana con gli allenamenti. Non abbiamo piegato la testa in casa della più forte del campionato. Ma la mentalità deve essere questa: andare sempre in campo senza paura, su ogni campo e contro ogni avversario. Nel rispetto, ma con coraggio. Siamo molto felici per quello che abbiamo fatto in questo avvio di campionato, ma dobbiamo ricordarci che siamo soltanto all’inizio. Dobbiamo continuare così. Abbiamo cambiato modulo e non ci sono stati problemi perché in settimana lavoriamo su ogni aspetto. L’allenatore ci insegna tanto, noi dobbiamo solo stare ad ascoltare e regolarci di conseguenza.

Quanto è orgoglioso suo padre?

Mi segue, certo, ma non mi sta troppo addosso e adesso deve pensare al Vicenza, visto che è tornato ad allenare.

Martedì 25 ottobre ci sarà il duello in famiglia, allo stadio Menti.

E sarà la prima volta... Ma ci sarà tempo per pensarci. Ora sono concentrato sulla Salernitana.

Il centrocampo sarà ancora più in emergenza, senza Pinzi e senza Martinelli.

Assenze pesanti. Ma ripeto, il nostro allenatore sa cosa fare. Chi giocherà vedrà di non far rimpiangere chi manca. E con l’aiuto dei nostri tifosi il compito sarà più facile.

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