«Il dubbio? È un bivio:
scegliere, vero dilemma
ma non si torna indietro»

Vito Mancuso: oggi pomeriggio a Brescia per LeXGiornate
Vito Mancuso: oggi pomeriggio a Brescia per LeXGiornate (BATCH)
18.09.2016

Il tema è scritto nero su bianco sulle pagine della Storia. Attanaglia l’essere umano fin dalla sua esistenza, al tempo stesso lo pungola e consola, scoraggia e stimola. Sì o no: spesso prevalgono le sfumature di grigio e il «forse» è l’unica via consentita dall’onestà intellettuale. Per quanto porsi la domanda non equivalga a rimanere immobili, indifferenti o inerti.

«Il dubbio sulla fede», argomento delicato e universale, è al centro del dialogo in programma oggi alle 18 nell’aula magna dell’Università Cattolica con Vito Mancuso, teologo caratese cinquantatreenne dottore in teologia sistematica. Pensatore, editorialista, portatore di idee che non esitano a mettere in discussione dogmi cattolici come il peccato originale. Già docente di Teologia moderna e contemporanea alla Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano (dal 2004 al 2011), si è fatto notare con diverse opere di successo a cominciare da «L’anima e il suo destino» (Raffaello Cortina, 2007), per continuare con «Io e Dio Una guida dei perplessi» (Garzanti, 2011) e «Il principio passione La forza che ci spinge ad amare» (Garzanti 2013): tutti bestseller da oltre centomila copie, tradotti in varie lingue e forti di una notevole eco mediatica.

Sia in campo etico che in campo dogmatico Mancuso non è certo fra gli allineati & coperti nei dintorni delle gerarchie ecclesiastiche. Lo ha dimostrato in tanti modi, partecipando per esempio a un Forum dei cristiani omosessuali alle porte di Roma. E lo dimostra scrivendo, dal 2009, sulle colonne del quotidiano «la Repubblica». Al novembre del 2015 risale «Dio e il suo destino» (Garzanti Editore), il suo ultimo libro. Dal 2013 al 2014 è stato docente di «Storia delle dottrine Teologiche all’Università degli Studi di Padova, confermando anche in quel contesto un’apertura mentale che passa da una visione evoluzionista.

«Il termine dubbio - spiega il professore - ha come radice due, e questo non soltanto in italiano e nelle altre lingue di origine latina, ma anche in greco (amphibolìa) e in tedesco (Zweifel, dubbio, Zwei, due). Dubbio è essere al bivio (altro termine che rimanda a due, come quando diciamo bipede).

Cosa intende esattamente per bivio?

Penso alla situazione in cui si trova chi vede due sentieri senza sapere quale scegliere. La consapevolezza è una, però, ed è chiara: non ci si può fermare né tornare indietro. Non è possibile. Bisogna andare avanti. Non si può restare a guardare. Al contrario, si è posti di fronte al dilemma della scelta. Il dubbio tocca la vita nel suo insieme.

E in quel dubbio c’è il senso più profondo della condizione umana. La precarietà di chi aspirerebbe all’assoluto, vorrebbe abbracciarne l’immensità, ma non ha i mezzi nemmeno per comprenderne la portata su un piano teorico. Quali sono le domande cruciali che secondo lei può porsi, nella sostanza, un essere umano alle prese con il dubbio?

Le domande sono diverse e fondamentali. Avrà un senso questa vita, e se sì quale? Ci possiamo fidare della natura? Quando diciamo anima nominiamo un fenomeno reale o soltanto un arcaico concetto metafisico? E quando diciamo Dio? Il bene, la giustizia, la bellezza, esistono come qualcosa di oggettivo o sono soltanto convenzioni? E dopo la morte, il viaggio continua o finisce per sempre?

La domanda delle domande, quest’ultima. Ma la risposta non è data, a un comune mortale ancora vivente.

Ragionando, però, si trovano elementi a favore della tesi e dell’antitesi. E se non siamo ideologicamente determinati, eccoci consegnati alla logica del due: al dubbio. Il dubbio però paralizza, mentre nella vita occorre procedere e saper agire responsabilmente. Da qui la necessità di superare il dubbio.

Una delle imprese più ardue, per chiunque. Uno sforzo quotidiano, una missione che a volte appare impossibile. Come si può compierla? Come si può tagliare questo traguardo?

A mio giudizio, il superamento non può avvenire in base alla ragione che è all’origine del dubbio, ma in base a qualcos’altro di più radicale e di più vitale della ragione.

A cosa allude?

Penso al sentimento che sa generare la fiducia. Quella fiducia che poi, a sua volta, deve esplicitarsi come coraggio di esistere e di scegliere il bene.

Cosa è, in fin dei conti, il dubbio?

Dubbio è essere al bivio. La definizione è sempre quella e non muta: è vedere due sentieri senza sapere quale scegliere, consapevoli però che non ci si può fermare. Né è possibile tornare indietro. Si è posti di fronte al dilemma di scegliere.

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