«Fame, follia
e tanta corsa:
ecco cosa serve»

Gigi Cagni: ha 66 anni
Gigi Cagni: ha 66 anni (BATCH)
18.05.2017

Gigi Cagni non aspetta le domande per iniziare a parlare ai giornalisti. E dallo sguardo si capisce che muore dalla voglia di far sapere «che cosa ho detto ai giocatori per caricarli».

Prego, Cagni.

Le parole che Steve Jobs diceva ai suoi: stay hungry, stay foolish. I miei giocatori contro il Trapani devono essere affamati, ma anche folli.

In che senso?

Per centrare gli obiettivi ci vogliono fame ma anche un pizzico di follia. È così in tutto ciò che si fa nella vita.

C’è qualche modello in particolare, oltre a Jobs?

Beh, anch’io sono stato un po’ folle quando ho accettato Brescia. Ma l’ho fatto con grande orgoglio.

E adesso è il momento del raccolto.

Sì, ci siamo.

Sensazioni?

Nessuna, almeno adesso. Non voglio e non posso stancarmi già ora. In campo vanno i giocatori e il segreto è la frequenza dei piedi.

Ovvero?

Se i piedi hanno la frequenza giusta, le gambe girano che è una meraviglia. Ma tutto questo deriva dall’avere la testa libera. Bisogna giocare leggeri. Oh, anche Inzaghi e Allegri l’hanno detto: siate liberi di testa, leggeri. E hanno a disposizione veri campioni.

Di questi due mesi alla guida del «suo» Brescia, che dire?

Ho sempre detto che non bisognava aver fretta, perché contava migliorare partita dopo partita, e così è stato. La squadra per la sua giovane età ha avuto difficoltà legate alla tecnica e all’inesperienza, ma per il resto ha sempre dato tutto in campo.

Nelle ultime due gare, contro Latina e Pro Vercelli, il Brescia non le è piaciuto. Cosa in particolare l’ha delusa?

No, nelle ultime due partite il Brescia non mi è piaciuto. Troppa tensione, i ragazzi hanno giocato eccessivamente contratti. Però, posso dire che tutti hanno dato il massimo.

Contro il Trapani non deve accadere di nuovo. Come fare?

Tutto sta ad avere la testa libera.

E quindi?

Più leggeri saremo e più avremo possibilità di centrare il nostro obiettivo.

La tattica conta in partite del genere?

Per nulla, anzi vinceranno la corsa e la determinazione. L’ho già detto altre volte: contro il Trapani, più che mai, bisogna correre, correre, correre.

Calori ha detto che, se si salva, il Trapani fa qualcosa di storico.

Come dargli torto? Comunque andrà, a Calori bisognerà fare i complimenti. Va ricordato in che condizioni ha preso in mano la squadra.

Cagni, non avverte tensione?

Volete proprio saperlo?

Naturalmente.

Neanche un po’.

Dice il vero?

In questo momento provo solo gioia a essere qui, ad allenare la squadra che è sempre stata nel mio cuore e a dipendere solo dai noi stessi.

Chissà quante vigilie del genere da giocatore e da allenatore.

Tante, tantissime. Ma non solo per non retrocedere, come con la Sambenedettese e in un paio di occasioni con il Brescia, ma pure quando ho vinto i campionati in panchina. La mia forza era questa: pensavo che ognuno di noi è artefice del proprio destino e che nessuno può incolpare qualcuno se non arriva all’obiettivo.

Dunque?

Dunque i miei giocatori devono entrare in questo ordine di idee.

Il Brescia dipende solo da se stesso.

Se vince, non dobbiamo preoccuparci di nulla e di nessuno. Non ci sono altri risultati, contano solo i tre punti, altri calcoli non voglio nemmeno farli.

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