«Boscaglia ha già fatto
un’impresa. E ora
potrebbe anche ripetersi»

Nedo Sonetti è stato allenatore del Brescia in due differenti periodi: e nel 2000 ha condotto la squadra alla promozione in Serie A
Nedo Sonetti è stato allenatore del Brescia in due differenti periodi: e nel 2000 ha condotto la squadra alla promozione in Serie A (BATCH)
03.07.2017

Nedo Sonetti come Roberto Boscaglia: al richiamo-bis di Brescia non ha saputo resistere. Altri tempi, altro calcio, soprattutto un altro presidente, Gino Corioni.

Sonetti, 76 anni, trascorrerà tutta l’estate nella sua Toscana, al mare di San Vincenzo, provincia di Livorno. Ma un occhio sul mondo del pallone lo tiene fisso. E parla volentieri del suo passato in biancazzurro.

Sonetti...

Un momento, vorrei iniziare io con una domanda.

Prego.

Perchè Boscaglia è tornato a Brescia?

Non ha fatto bene?

Ha fatto bene, sì. La differenza con me è che io avevo vinto il campionato: nel 2000 portai il Brescia in A. Ma anche Boscaglia, due anni fa, ha fatto una grande impresa: salvezza tranquilla con una squadra di giovani.

Pensa possa ripetersi?

Glielo auguro di cuore. E spero che l’epilogo della sua esperienza-bis a Brescia sia diverso dal mio.

Già, esonerato a 2 giornate dalla fine nel 2009 nonostante una media da play-off, 55 punti in 35 partite.

Una scelta di Corioni che non ho mai capito.

Che ricordo ha del presidente?

Molto buono: spessore umano e competenza calcistica. Un dirigente che ha fatto la storia non solo del Brescia, ma del calcio italiano. Anche se con me è stato ingiusto due volte.

Anche nel 2000, dopo la promozione in A...

Appunto. Però gli ho sempre voluto bene.

A Brescia, sia nel 2000 che nel 2008, Sonetti ha lanciato parecchi giovani: Bonazzoli, Jadid, Bonera prima; El Kaddouri e Salamon poi.

Già, e poi dicono che noi allenatori di una certa generazione ci affidiamo solo ai cosiddetti vecchi. Luoghi comuni.

A proposito: visto cosa ha fatto Cagni al Brescia?

Il tecnico giusto al momento giusto. Ha ridato fiducia alla squadra, ha ricompattato l’ambiente. Mi spiace non sia rimasto, ma è giusto così. Non se la sentiva di rischiare.

Che campionato farà il Brescia?

Quella attuale non è la sua dimensione. In Serie B il Brescia deve lottare per andare in Serie A.

Come quando lo allenava lei.

Nel 1999 arrivai a ferragonsto. Il mio precedessore, Silvio Baldini, aveva espresso dubbi sul valore della rosa.

Hubner, Filippo Galli, Zanoncelli, i Filippini...

Quando vidi la squadra, dissi a Corioni: lottare per conquistare la Serie A è il minimo.

E ci andò.

Avevo una certa esperienza. Di campionati ne ho vinti otto.

Due giocatori del Brescia che ricorda volentieri?

Stroppa in primis: arrivò in gennaio e fu decisivo per la promozione. Poi Caracciolo: professionista esemplare, grande centravanti. La guida giusta per una squadra di giovani.

Repetita iuvant: che campionato farà Boscaglia?

Spero si ripeta. Certo che, prima o poi, in B il Brescia dovrà tornare nel posto che gli compete: nell’alta classifica.

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